A gennaio 2026, il settore delle criptovalute è stato scosso da un drammatico aumento della criminalità informatica, con furti totali che hanno raggiunto la stupefacente cifra di 370,3 milioni di dollari. Si tratta della perdita mensile più elevata dal febbraio 2025, quando un attacco senza precedenti provocò una perdita di 1,5 miliardi di dollari. Le aziende di sicurezza e gli osservatori del settore hanno individuato una tendenza chiara e preoccupante: i criminali stanno sfruttando tecniche di phishing e ingegneria sociale sempre più sofisticate per mettere a segno attacchi altamente efficaci. Questi sviluppi hanno messo in evidenza significative vulnerabilità nello spazio degli asset digitali e sottolineato la necessità urgente di una maggiore vigilanza e di misure di sicurezza robuste.
La Scioccante Entità dei Furti Crypto a Gennaio 2026
Il mese di gennaio 2026 si è rivelato un capitolo buio nella saga continua della sicurezza crypto. I rapporti del settore hanno rivelato che i furti hanno raggiunto i 370,3 milioni di dollari, quasi quadruplicando le perdite rispetto a gennaio dell’anno precedente. Questo numero impressionante ha fatto scattare l’allarme in tutto il settore, attirando l’attenzione sulle urgenti sfide di cybersicurezza che minacciano sia privati che organizzazioni.
Al centro di questo picco di furti vi è stato un episodio singolo e devastante: una vittima individuale ha perso 284 milioni di dollari in quello che i professionisti della sicurezza hanno identificato come un sofisticato schema di ingegneria sociale. Questo singolo evento rappresenta la parte preponderante delle perdite totali del mese e mette in risalto la crescente complessità e personalizzazione degli attacchi informatici nel mondo crypto.
Come l’Ingegneria Sociale È Diventata l’Anello Debole delle Crypto
Il furto da record di gennaio non è stato il risultato di una falla tecnica nei protocolli blockchain o nei contratti intelligenti, bensì della manipolazione del comportamento umano — una caratteristica classica dell’ingegneria sociale. Gli aggressori hanno orchestrato schemi altamente mirati, convincendo la vittima a fornire inconsapevolmente credenziali sensibili o accesso a chiavi private. L’attacco non solo ha dimostrato la crescente capacità dei criminali informatici di imitare contatti fidati o comunicazioni ufficiali, ma ha anche evidenziato che persino individui esperti possono cadere vittima di minacce sapientemente mascherate.
Gli attacchi di ingegneria sociale spesso prevedono un’ampia attività di ricognizione. Gli attori nocivi possono scandagliare i social network, registri pubblici e piattaforme professionali per creare narrazioni credibili o impersonare figure familiari. In questo caso specifico, i metodi degli aggressori rimangono sotto stretta osservazione da parte degli investigatori, ma secondo i rapporti sarebbe stata usata una combinazione di identità false, comunicazioni accuratamente temporizzate e forse anche tecnologie deepfake per superare le difese della vittima.
Le conseguenze sono un duro promemoria per possessori di crypto e istituzioni: nessuna infrastruttura digitale di sicurezza può sostituire una rigorosa sicurezza operativa e una formazione continua sulle più recenti modalità di truffa. Man mano che l’ecosistema crypto si espande, cresce anche l’arsenale di trucchi a disposizione degli attori malevoli.
Phishing: Una Minaccia Persistente
Nonostante l’attacco di ingegneria sociale sia stato responsabile della singola perdita più elevata, gli schemi di phishing nel loro insieme sono rimasti il canale più diffuso per i furti di crypto nel gennaio 2026. CertiK, una delle principali aziende di sicurezza crypto, ha riferito che i soli attacchi di phishing hanno rappresentato l’incredibile cifra di 311,3 milioni di dollari delle perdite totali del mese.
Il phishing consiste nell’ingannare gli individui inducendoli a rivelare informazioni sensibili come password, chiavi private o seed phrase con falsi pretesti. Gli autori degli attacchi utilizzano spesso email, siti web fraudolenti o messaggi istantanei, camuffando le proprie azioni come legittime e attirando gli utenti ignari in trappole studiate.
Le recenti campagne hanno sfruttato tecniche sempre più avanzate: dalla clonazione di siti ufficiali e la creazione di falsi account di assistenza clienti, all’invio di SMS che simulano le notifiche dell’autenticazione a due fattori. Questi sforzi tesi a sfruttare la fiducia degli utenti e la loro familiarità con i marchi crypto rendono fondamentale, più che mai, controllare due volte gli URL dei siti, esaminare con attenzione le comunicazioni non richieste e trattare con scetticismo ogni richiesta di accesso.
Gli esperti di sicurezza avvertono che, con l’evoluzione del phishing, anche i trader e gli sviluppatori più esperti sono a rischio. Il livello di sofisticazione e persistenza di tali attacchi evidenzia la necessità di una vigilanza costante e dell’implementazione di protocolli di sicurezza stratificati, come wallet hardware e autenticazione multi-fattore.
Perdite da Record Accendono una Forte Preoccupazione
L’entità delle perdite di gennaio 2026 ha sollevato paragoni con celebri incidenti degli anni precedenti, in particolare l’attacco da 1,5 miliardi di dollari del febbraio 2025. Sebbene il totale di gennaio non abbia eguagliato questo massimo storico, ha comunque dimostrato che il settore delle criptovalute resta bersaglio di gruppi criminali organizzati e dalle forti capacità operative.
I dati di CertiK e le cifre confermate da un’altra azienda di sicurezza, PeckShield, sottolineano che la tendenza non è in calo. Anzi, il dato di gennaio rappresenta un aumento di quasi quattro volte rispetto allo stesso periodo del 2025. Ancora più importante, però, è il segnale di un cambiamento nel panorama delle minacce: gli aggressori prediligono la manipolazione psicologica e il fattore umano — il cosiddetto ‘punto debole’ della sicurezza crypto — rispetto agli attacchi unicamente tecnici.
Questa dinamica in trasformazione ha allarmato gli osservatori del settore. Oltre alle perdite finanziarie immediate, i furti di grande risonanza minano la fiducia sia dei piccoli investitori che degli operatori istituzionali, rallentando potenzialmente l’adozione mainstream e suscitando maggiori controlli normativi. Sia gli utenti crypto sia le piattaforme sono sollecitati a rafforzare i controlli interni, istruirsi sulle più recenti tecniche dei criminali e adottare le migliori pratiche emergenti in materia di difesa digitale.
Grandi Exploit Aumentano il Totale di Gennaio
Gli esperti di sicurezza sottolineano che, oltre al record di ingegneria sociale e all’ondata di phishing, gennaio ha visto anche altri attacchi significativi rivolti a piattaforme di finanza decentralizzata (DeFi).
Uno degli incidenti più eclatanti ha coinvolto Step Finance, un noto protocollo DeFi, che ha subito un attacco con una perdita di 28,9 milioni di dollari. Secondo quanto riportato, gli hacker sono riusciti a eludere diversi livelli di protezione, compromettendo wallet e drenando fondi. Le indagini sono ancora in corso, ma i primi riscontri suggeriscono che una combinazione di vulnerabilità nei contratti intelligenti e di conoscenze interne possa aver favorito il successo dell’attacco.
Altre due piattaforme, Truebit e SwapNet, sono state anch’esse colpite da importanti attacchi a gennaio, perdendo rispettivamente 26,4 milioni e 13,3 milioni di dollari. Questi attacchi hanno attirato l’attenzione non solo per la loro entità, ma anche per l’ingegnosità dei metodi: in ogni caso, i criminali hanno saputo adattarsi ai recenti aggiornamenti di sicurezza, sfruttando debolezze trascurate o introdotte di recente nei codici dei protocolli.
I Dati di Settore Rivelano un Rischio Persistente nonostante un Minor Numero di Attacchi
Secondo PeckShield, a gennaio si sono verificati 16 attacchi documentati che hanno generato perdite dirette per 86,01 milioni di dollari. Si tratta di una leggera diminuzione anno su anno per numero di incidenti, ma di un netto aumento — oltre il 13% — del valore perso rispetto a dicembre 2025. Le statistiche ribadiscono che, sebbene la frequenza degli attacchi sia leggermente diminuita, la posta in gioco e la sofisticazione non sono mai state così elevate.
L’analisi di PeckShield ha evidenziato che, sebbene gli exploit tecnici contro gli smart contract proseguano, è il “livello umano” — cioè le persone che gestiscono wallet o protocolli — il bersaglio principale dei cybercriminali. Di fatto, le perdite dovute a ingegneria sociale e phishing hanno superato di gran lunga quelle provocate da exploit a livello di codice, una dinamica destinata a persistere man mano che i criminali affinano i loro metodi.
Una Corsa agli Armamenti Sempre Più Accesa: Protocolli di Sicurezza e Risposta del Settore
L’ondata di furti crypto di gennaio ha galvanizzato i leader del settore, spingendo a rinnovati appelli per standard di sicurezza robusti e una cooperazione tra operatori. Gli esperti concordano che i fornitori di wallet, le piattaforme di trading e i progetti DeFi devono accelerare l’adozione di tecnologie avanzate per la sicurezza, quali:
- Wallet multi-firma, che offrono maggiore protezione alle grandi somme richiedendo più autorizzazioni per le transazioni.
- Wallet hardware, che isolano le chiavi private dai dispositivi connessi a Internet, rendendo i furti da remoto molto più difficili.
- Audit di sicurezza continui e monitoraggio in tempo reale per individuare vulnerabilità prima che vengano sfruttate dai criminali.
- Campagne di formazione complete rivolte agli utenti per sensibilizzare su ingegneria sociale, phishing e le ultime varianti di truffa.
Parallelamente, alcune piattaforme stanno esplorando nuovi sistemi di verifica dell’identità e strumenti di rilevamento minacce basati su AI per rimanere al passo con le minacce informatiche sempre più creative. Sono inoltre in espansione gli strumenti di segnalazione da parte della community e i programmi “bug bounty”, che premiano i ricercatori di sicurezza indipendenti per la scoperta di vulnerabilità.
Sguardo al Futuro: Vigilanza ed Educazione Come Migliore Difesa
Le lezioni di gennaio 2026 sono chiare: nel mondo delle criptovalute occorre affiancare alla capacità tecnica una vigilanza incessante e un impegno costante nella formazione. Gli aggressori continueranno a sondare il terreno per trovare debolezze, siano esse tecniche o umane, e i difensori dovranno essere altrettanto rapidi nell’adattarsi. Il panorama delle minacce in evoluzione implica che anche le leggerezze più banali possano tradursi in perdite catastrofiche, specialmente dato che gli asset crypto continuano a guadagnare importanza e visibilità sulla scena mainstream.
Per i singoli utenti, i passaggi chiave sono verificare con attenzione tutte le comunicazioni, controllare rigorosamente URL e dettagli dei mittenti, non condividere mai chiavi private o seed phrase e utilizzare dispositivi sicuri. Per le istituzioni, è fondamentale automatizzare il monitoraggio della sicurezza e aggiornare regolarmente le migliori pratiche. Alla fine, sarà proprio la corsa tra attaccanti e difensori a definire i confini della fiducia nell’era crypto.
L’aumento vertiginoso dei furti crypto a gennaio 2026 è un campanello d’allarme. Mentre l’industria continua a innovare, aumentano anche le minacce. Riconoscendo i vettori di attacco attuali e coltivando una cultura improntata alla sicurezza, il mercato delle criptovalute potrà puntare a mitigare i rischi futuri e a proteggere la propria crescita nel prossimo decennio.

